La staticità
Occorre calore per scioglierlo ma quel calore non può penetrare se le pareti diventano sempre più spesse e gelide.
L'Anima comunica nella mobilità e nell'adattabilità, non nella staticità. Il blocco, se viene avvertito, può stimolare la voglia di volgere lo sguardo alla Luce, sperando che possa pian piano sciogliere quelle gelide mura. Se il seme rimane addormentato e non riceve il calore necessario non può iniziare ad aprirsi.
Quando si crede di essere arrivati ad un punto, in realtà si è fermi. Non si arriva mai in un viaggio infinito. L'uomo che si crede realizzato è ancora ben lontano dall'avvicinarsi anche solo lontanamente.
La sicurezza dell'essere arrivati ha in sé l'arresto. Il continuare a cercare senza l'idea di giungere alla realizzazione, apre infinite strade e porte. L'uomo che si reputa libero è ancora più schiavo delle catene della schiavitù, che rimangono invisibili e libere di stringere la loro morsa in modo ancora più subdolo.
La vera libertà c'è quando ci si ricorda di essere schiavi e si continua ad anelare alla liberazione con la Purezza nel Cuore e non con l'obiettivo della liberazione. Se ti senti libero dalle catene sei ancora più schiavo di una presunta libertà che è una schiavitù ancora più velata.
La continua aspirazione a crescere senza un punto preciso di arrivo, offre varie possibilità di svolta che non bloccano. Quando in un labirinto ti trovi di fronte ad un muro e credi che sia la meta, stai pur certo che ti sei bloccato. O hai l'umiltà di fare qualche passo indietro per trovare una nuova via da percorrere o questa vita per te non ha più nulla da offrire, perché il tuo desiderio di prendere tutto ciò che cresce e ti offre quel punto all'infinito, ha fermato la tua corsa e la tua ricerca.
La saccenza di avere già una conoscenza e il precludersi nuove scoperte, arresta l'evoluzione dell'individuo. Tornare indietro e trovare una nuova strada che potrebbe arrivare ad un nuovo punto cieco, da la possibilità di procedere, ritornare sui propri passi nuovamente e tentare una nuova strada con anche la conoscenza delle due precedenti.
Quando arrivi alla fine del labirinto hai conosciuto tutte le strade possibili e non ti sei precluso di esplorare te stesso in tutta la tua interezza.
L'uomo che non integra ogni sua parte è ben lontano dall'imboccare la via , continua semplicemente a girare in circolo come un criceto nella ruota. La sua convinzione di proseguire sempre nello stesso punto è la sua prigione invisibile.
Sogna di avanzare correndo nella ruota e proprio per questo non avanza più. Quelle solide sbarre ti tengono fermo, hai l'acqua, il cibo, la casetta e la tua bella ruota che continua a farti correre sempre sullo stesso punto.
Credi di avere tutto ciò che serve ma hai sempre lo stesso nutrimento fornito dal tuo carceriere e non conoscerai mai nuovi sapori e nuovi luoghi se ti limiti ad assaporare tutto pensando che sia il meglio che tu possa mai avere.
Occorre la Volontà, non quella fittizia che ti fa resistere al patimento e allo scarso nutrimento che non nutre il tuo Cuore e il tuo Essere. Serve la Volontà di credere che qualcosa che non conosci e non ritieni possibile è la fuori che ti attende.
Quando già credi di conoscere tutto, in realtà non sai niente.
Quando vedi fuori la schiavitù ricorda che quella schiavitù è tua.
Quando osservi l'inferiorità anche essa è tua.
Quando ti reputi superiore sei solamente più inferiore e osservi semplicemente la tua stessa inferiorità.
Quando te la racconti un po', stai semplicemente raccontando una storia a te stesso, stai scrivendo un romanzo.
Quando cerchi di convincere qualcuno, stai cercando di convincere te stesso, perché tu per primo non credi o senti ciò che professi.
Quando vedrai realmente le tue sbarre, solo allora potrai cercare di fuggire.
Le sbarre che osservi fuori sono le tue. Il giudizio è rivolto sempre e solo a te stesso.

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