Integrazione dell'ombra

 


Se  riportiamo  alla  mente la  parola  ombra, ciò che viene  evocato solitamente  è  collegato alla paura, all'inconscio, all'oscurità e alla mancanza di   luce   in   quel   punto   dove    l'ombra   viene proiettata.

Cosa è realmente l'ombra?

Perché combattere con una cosa che è semplicemente una nostra proiezione?

Perché fare la lotta sempre e solo contro noi stessi?

Quando si parla di parti in ombra, la repulsione è così forte che ci si dimentica che non è altro che una parte di noi stessi. 

Abbiamo paura di ciò che non conosciamo ed è a noi ignoto. 

Dove è scritto che ciò che non conosco di me è malvagio se è semplicemente qualcosa che mi riguarda di cui sono all'oscuro? 

Faccio un esempio, probabilmente un po' banale, però credo che nella semplicità la spiegazione sia più immediata e comprensibile. 

Potrei essere una bravissima ballerina ma per paura del giudizio altrui (e soprattutto mio!), potrei non scoprirlo mai. 

Non mi iscriverò mai ad una scuola di danza, non mi permetterei di ballare perché non mi reputo brava, non avrei il coraggio di esibirmi di fronte a nessuno, in primis me stessa. 

Questo semplice desiderio, vocazione o addirittura talento viene quindi represso all'interno di me stessa e diviene una parte in ombra, perché appunto non accettata, non vista e non ascoltata. 

Una parte repressa di noi grida al nostro interno e con la repressione diverrà più forte e troverà il modo di agire in ogni caso. 

Potrei essere ubriaca ad esempio e scatenarmi in balli frenetici, perché sostanze come alcool e droga tolgono i freni inibitori e le nostre ombre si scatenano appena il nostro conscio abbassa la guardia. Molte persone, inconsciamente, desiderano accedere alle parti in ombra di sé e usano questi espedienti per potersi sciogliere dalle proprie rigidità e paure, perché c'è così tanto giudizio in loro, che farlo in modo cosciente sarebbe troppo per la loro razionalità. 

Se si parte integrando questi nostri desideri, non esploderanno più non appena in noi viene abbassato il controllo. 

Potrei iniziare ballando in una stanza da sola, potrei farlo al buio o bendata per non giudicarmi osservandomi ma restando semplicemente in ascolto del movimento che esegue il mio corpo. Pian piano potrei iniziare a farlo ad occhi aperti, davanti ad uno specchio, con degli amici, potrei alzare l'asticella ogni volta per integrare e conoscere sempre meglio ciò che di me non conosco. 

Aggiungo che questo riportato non è proprio un esempio campato per aria, è stato il mio approccio con il ballare. Da piccola ho fatto danza per tre anni, seguivo perfettamente il ritmo della musica, ma non ero aggraziata e sciolta, perché mi vergognavo un sacco a ballare, e quindi durante i saggi, il mio muovermi tipo robottino era evidenziato, avevo ogni volta una paura terribile ad esibirmi. Però nonostante mi piacesse in realtà, non essendo brava, ho lasciato perdere. Anche se quando capitano occasioni in cui sento della musica, sento nel mio corpo una forte voglia di muoversi, magari lo faccio facendo la scema, anche se in realtà le tecniche base le conosco, ma questo forte pregiudizio sulla mia non grazia mi blocca. Ho provato in questi anni a fare ciò che ho riportato sopra, un po' alla volta, perché quel desiderio è forte ma quella paura è altrettanto grande. 

Mi sono giudicata anche ballando da sola ma la volontà di non farmi bloccare dal mio essere troppo dura con me stessa ha avuto la meglio. Quando ho delle paure mi butto, parto sempre dal presupposto che la prima persona che deve accettarmi e che mi giudica in realtà, sono io, accetto di poter essere non apprezzata per ciò che sono, accetto di poter sbagliare per poter imparare dai miei errori, perché se non si tenta mai non si può aspettare di crescere così dal nulla. Per imparare a camminare cadiamo, ci rialziamo e diventiamo sempre più bravi, faceva paura anche provare a alzarci perché ci mancava l'equilibrio. 

La vera accettazione è in noi stessi. 

Più un desiderio viene represso e più a livello emotivo e mentale diventa ossessivo, anche perverso e potrebbe agire in modi incontrollati e senza gestione. 

Prenderne consapevolezza è importante, perché ciò che rifiutiamo in realtà siamo noi, rifiutiamo dei doni che ci renderebbero integri in ogni nostra parte. 

È una caccia al tesoro rivolta al nostro interno. 

Il desiderio nasconde qualcosa di più profondo del significato superficiale che ogni volta gli viene attribuito. Il desiderio scatta da un nostro desiderio inconscio di conoscerci in ogni nostra parte. 

Proiettiamo il desiderio altrove, desiderando cose che per noi sembrano irraggiungibili. Più sono distanti da noi le cose che desideriamo e più quella parte grida di essere riconosciuta in noi stessi. 

Desideriamo ciò che inconsciamente riconosciamo al nostro interno. Più abbiamo paura di addentrarci al nostro interno e più quella cosa la allontaneremo da noi. 

Un desiderio intenso considerato sbagliato, denigrato e allontanato ci allontana da chi siamo realmente. 

Se prendo a pugni lo specchio, prendo a pugni la mia immagine, la mia mano sanguina lo specchio va in frantumi e la ferita si ripercuote su di me, lasciando una cicatrice. 

Se offendo, denigro e maltratto qualcuno su cui ho proiettato le mie ombre, provoco dolore ad un essere all'infuori di me che mi ricorda ciò che sono, il suo dolore è anche il mio dolore. 

È un dolore che verrà nuovamente gettato nell'inconscio, che continuo a non vedere e che tramite l'altro mi ricorderà di esistere, in modo sempre più traumatico. 

Più provo dolore nascosto, più lo proietteró altrove per mostrarmelo da solo tramite un altro. 

L'altro è il mio specchio e il mio specchiarmi in lui cosa mi mostra? Me, sempre e solo me stesso e quanto mi allontani davvero dalle mie parti in ombra.

Non fare agli altri ciò che non vorresti sia fatto a te. 

Questa  frase si potrebbe tradurre così, non far soffrire qualcuno fuori perché in realtà maltratti sempre, solo e unicamente te stesso. 

Impariamo ad osservare ed osservarci e scopriremo che con un po' di luce le nostre ombre mostreranno quei tesori celati che ci porteranno ad integrare l'altro noi che non accettiamo, il nostro doppio, che si muove appena noi abbassiamo la guardia. 

In realtà, in una persona aggressiva, la parte in ombra è un'estrema dolcezza! 

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