Il viaggio

Durante questo lungo viaggio che è la vita, raccogli vari pezzi, che molte volte in quel preciso momento, non dicono niente. In realtà aprono una piccola finestra dentro di te. Non comprendi il senso, non hanno un ordine preciso. Sembra un grande puzzle, ti viene donato un pezzo alla volta in modo apparentemente casuale. Ad un certo punto inizi a notare che mettendo vicini quei pezzi, qualcuno combacia. 

Parlo sempre della mia esperienza personale. Probabilmente non funziona per tutti allo stesso modo, questa modalità di caos apparente che nasconde un ordine ben preciso, è sicuramente la mia.
 Con l'arte i pezzi mi arrivano in modo visivo e non possono più sparire nel mio inconscio, perché in verità è da lì che riaffiorano.

Sto cominciando ora a far combaciare dei pezzi, a volte a distanza di mesi o addirittura anni.

Anche mettere per iscritto mi aiuta, ho una vaga idea di cosa trattare. Metterlo nero su bianco ha un impatto decisamente diverso. 
Mentre scrivo è come se la mia mano scrivesse da sola, di getto, nessun pensiero ha il tempo di arrivare in quell'istante, è un vuoto che scrive.

Mi è sempre piaciuto scrivere fin da piccola ma ho sempre nascosto quello che scrivevo, come il disegno, scrivere era la mia intimità, ne ero gelosa e mi vergognavo anche a mostrare la mia profondità, che crescendo ho imparato a nascondere fin troppo bene, mi sembrava una cosa sbagliata e mi provocava un forte imbarazzo.

Ho sempre messo un muro intorno a me, nonostante la mia apparente socialità, in realtà sempre molto superficiale. 
Nessuno mi ha mai conosciuto realmente, ho sempre e solo mostrato ciò che volevo.

Qualcosa dentro me soffriva, in realtà quelle grida riecheggiavano fortissimo dentro di me.

Bastava fingere di non sentire, non che non facesse male, anzi, faceva malissimo.
È sempre stato fin troppo facile nascondere all'esterno, quasi nessuno si accorge che dentro quella finzione e dietro quelle maschere in realtà stai implodendo.

Fare questo passaggio, in questa fase della mia vita, per me è davvero importante, quasi fondamentale.
Sto levando dei pesi ma non cancellando, stanno solo diventando visibili. 

Disegnare e scrivere per me, è un po' come il pensatoio di Albus Silente (Harry Potter). 
Tutto esce fuori e mi svuoto ma allo stesso tempo rimane là, solo non è più nascosto. 

Fa parte del viaggio. 

C'è una meta e sembra che la cosa fondamentale sia arrivare il prima possibile.
Più di una volta mi è stato ricordato quando sia importante il viaggio.

Ad esempio, ogni volta che esco con una meta ben precisa, finisco per trovarmi in mezzo ad una serie di eventi che mi portano altrove. Ogni volta non ho mai ben chiaro dove realmente andrò.

Posso pormi un obiettivo, ma se non presto attenzione al viaggio, posso perdere indizi e tappe importanti che indicano la vera direzione. 

Scegliere una destinazione è importante ma non è la cosa fondamentale. 

Seguire il flusso, lasciarsi guidare dal movimento, cogliere i vari segnali nel cammino e affidarsi al proprio intuito.  Solo questo conta. 

Compiere il viaggio un passo alla volta e prestare attenzione a tutto ciò che ci circonda e ci guida.
Raccogliere i pezzi del puzzle durante il viaggio è importante.

A volte durante il viaggio sei solo, a volte troverai dei compagni che lo condivideranno con te per breve o per lungo tempo. 
A volte si prendono strade diverse per poi ritrovarsi più avanti e proseguire di nuovo insieme.

Il viaggio più importante non è fuori, è dentro. 

Adesso anche questa piccola tappa del mio viaggio è stata importante, ero partita con un'idea e sono arrivata a ricevere un altro pezzo inaspettato del puzzle!

Di solito per partire ci riempiamo di valigie e torniamo ancora più carichi. 

Questo viaggio funziona al contrario.

È necessario scaricare i bagagli durante il tragitto, fino a che non avremo più niente di superfluo ma solo il necessario. 

Alla meta infine ci arriverai da solo e spogliato di tutto







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